PASSI DI DANZA

novembre 25, 2011

STEFANIA BIVONE MISS ITALIA 2011 INTERVISTATA

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STEFANIA BIVONE MISS ITALIA 2011
 
INTERVISTA
Martedì 01 Novembre 2011 15:29
 
 Marcello Perpetuini
 
Oltre l’Abruzzo – Cronaca

stefania_bivone_4La prima Miss Italia eletta a Montecatini Terme qualche settimana fa, si chiama Stefania Bivone. Calabrese, diciotto anni, un metro e ottanta, studentessa al liceo scientifico, capelli castani e occhi marroni. Molto solare, spontanea. La ragazza della porta accanto insomma. Come consuetudine, anche quest’anno abbiamo voluto intervistare la nuova reginetta di questa importante e storica manifestazione italiana, che pur tra innumerevoli ostacoli, di ordine logistico e di budget, è riuscita anche quest’anno a regalare alle partecipanti, ma soprattutto alla vincitrice, un “brivido di stelle”. Ecco cosa ci ha detto Stefania.
Una magica sera di settembre e di colpo la vita di una bella ragazza calabrese cambia. A qualche giorno dalla tua incoronazione a Miss Italia, e dopo aver avuto il tempo di “metabolizzare” l’evento, raccontaci cosa si prova davvero a vincere il concorso di bellezza nazionale più importante.

 

“La vittoria del titolo di Miss Italia offre una sensazione unica, irripetibile. E’ un insieme di emozioni che ognuna vive a modo suo. Nel momento in cui il conduttore ha fatto il mio nome ho provato come un brivido che sono riuscita però a controllare. Tutte le ragazze, arrivate a quel punto, sperano di vincere , ci credono. Quindi, di per sé, il successo non ti sorprende perché lo aspetti. Ma, quando arriva, tutto diventa ‘esplosivo’. Poi , sia quella sera, sia nei giorni immediatamente successivi, è tutto una rincorsa, come se tu vivessi con il fiato sospeso. Ho fatto trenta interviste in un giorno, io che non sono nemmeno abituata a parlare troppo … con la stampa poi. Il giorno dopo ho fatto un servizio fotografico di moda fino alle 5 del mattino, senza mai stancarmi. Meraviglioso!”
Il tuo paese di origine è Sinopoli (RC), la tua terra L’Aspromonte; luoghi che portano cuciti i caratteri di una delle bellezze naturali, più intense della nostra penisola, ma anche la traccia indelebile di efferate violenze. Lì un tempo non molto lontano, gli “omini” si vergognavano di generare delle figlie femmine. Ma tutto evidentemente è destinato a cambiare. Sei d’accordo?

 

“Ogni terra ha la sua storia, la mia regione ne ha mille. Mi ha molto colpito il fatto che la mia elezione  sia stata presa come un motivo di riscatto della Calabria, rappresentando un simbolo, la parte ‘buona’ della Calabria, io e tante, tante altre persone. Quando mi hanno festeggiato, in piazza, a Sinopoli, c’erano 40 sindaci dei comuni vicini, e tutti mi hanno ringraziato perché il titolo di Miss Italia rappresenta in qualche modo una svolta. Speriamo che sia così. Sì, tutto cambia: oggi le famiglie attendono figli maschi e femmine in uguale misura. Noi, in famiglia, tanto per cominciare, siamo tre sorelle (e un fratellino di 14 anni).

 

Spesso alle nuove Miss, noi giornalisti, poniamo la fatidica domanda ossia: qual è il tuo sogno nel cassetto. Stavolta a te volevo chiedere invece: quanto sono importanti questi sogni al giorno d’oggi? Sarebbe possibile vivere senza?   

 

“Oggi è difficile sognare perché i problemi sono tanti, soprattutto per i giovani che stanno attraversando un periodo storico difficilissimo. Ma ad una ragazza di 18 anni non possono essere vietati i sogni, non potrei vivere senza. Il mio è quello di poter cantare, ma anche quello di continuare a studiare”.

 

Sei la prima Miss eletta a Montecatini Terme. Enzo Mirigliani patron storico, è mancato pochi giorni dopo. Molti hanno già definito questa stagione la “nuova era” di questa kermesse…

 

“Non penso che si debba parlare di una nuova èra perché Miss Italia è un racconto continuo e le miss di tutti i tempi sono i suoi personaggi. Certo, la morte del mitico Enzo è un colpo duro, difficile psicologicamente da superare da parte della figlia e dal gruppo del Concorso ma, come diceva il patron, Miss Italia non si ferma mai”. 

 

Ti piace leggere? Un libro, una storia che porti con te… 

 

“Preferisco tenere le mie storie ‘segrete’ per me”. (Stefania ci risponde facendo una smorfia simpatica, ndr).

 

Poi gli chiedo: Sei felice?


“Si credo di poter dire con serenità senza timori, che attualmente sono e mio ritengo una ragazza molto felice”.

 

E con quel suo splendido sorriso che ci regala con quest’ultima risposta, la salutiamo e le auguriamo di cuore che tutti i suoi sogni diventino presto realtà.

 

Marcello Perpetuini

http://www.cityrumors.it/oltre-labruzzo/cronaca/intervista-a-stefania-bivone-miss-italia-2011-39292.html

luglio 20, 2011

LA DANZA CLASSICA : UN PASSO INCANTEVOLE

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  Ballerina in performance, on pointe, arms raised in a graceful position

St. Petersburg Classic Ballet Theatre dancer performing the well-known piece “The Dying Swan” from Carnival of the Animals as part of the Festival Dance Youthreach Project. Photo by C. Rod Bacon Photography

http://www.nea.gov/features/storiescms/story.php?id=2008_07_03

 

ABC DELLA DANZA CLASSICA-BALLETTO.NET

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ABC DELLA DANZA CLASSICA

In questa rubrica troverai un piccolo “dizionario” fotografico con spiegazioni a fronte delle posizioni della danza classica. Pochi quanto essenziali rudimenti alla base della conoscenza della tecnica accademica. Si ringrazia Marta Romagna, prima ballerina al Teatro alla Scala, per la realizzazione di questa rubrica.

Dizionario dei passi
 
http://www.balletto.net/trucchi.php?pagina=abcdelladanza1.html

 

dicembre 24, 2010

BUON NATALE E BUON ANNO

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PALLA GLITTER

dicembre 19, 2010

LA DANZA CLASSICA: STORIA

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LA DANZA CLASSICA: STORIA
 
 
 
 
 
Origini e storia
La danza classica o danza accademica si serve della tecnica accademica che si è sviluppata a partire dal 1661, anno in cui Luigi XIV di Francia fondò a Parigi la prima accademia di danza, la Académie Royale de Danse con l’intento di diffondere e sviluppare i principi fondamentali dell’arte coreografica.

Fu in questo periodo che lavorò il coreografo Pierre Louis de Beauchamps, che ha codificato le cinque posizioni classiche (già stabilite in precedenza dai maestri di ballo del Quattrocento e del Cinquecento), assumendole a regola per iniziare e terminare i passi e ha fissato le regole per l’esecuzione dei principali passi di danza allora conosciuti stabilendone anche la terminologia. Per questo motivo i passi della danza accademica sono nominati in lingua francese.


Aule e sale per l’allenamento
La sala dove si eseguono gli esercizi di danza è caratterizzata dal parquet di legno, dallo specchio che serve principalmente per controllare meglio i propri movimenti e dalla sbarra dove i ballerini eseguono gli esercizi di riscaldamento. Infatti, secondo la tecnica accademica, la lezione di danza inizia con questo tipo di esercizio, dove vengono eseguiti quei movimenti che rendono flessibili le giunture, allungano e rafforzano i muscoli, perfezionano l’equilibrio. Nella seconda parte della lezione eseguita au milieu (al centro) si affrontano combinazioni di passi senza l’aiuto della sbarra: port de bras, adagio, pirouettes ed infine l’allegro (i salti). La lezione viene chiusa per tradizione con l’esecuzione da parte degli allievi della révérence (inchino) rivolta all’insegnante.

http://www.dancevillage.com/danza_mondo/danza-classica.php

LA DANZA: CENNI STORICI

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LA DANZA: CENNI STORICI
  
  
  
  
  
 
   

Cenni storici: La danza iniziò a svilupparsi con l’età primitiva sottoforma di rito ed essa serviva per assicurarsi il raccolto, guarire dalle malattie e chiedere l’avverarsi di un desiderio.

Nel Medioevo, (476-1492) la religione cristiana considerava la danza peccaminosa perché mostrava troppo il corpo, ma continuò ad essere praticata da artisti girovaghi, mimi e saltimbanchi.

La danza ricomparve all’epoca delle corti rinascimentali sottoforma d’ intrattenimento durante gli spettacoli e durante la celebrazione di matrimoni.

 
 

Le vesti, anche se erano utili per comprendere il ruolo dei personaggi, erano anche ingombranti, pesanti e limitavano i movimenti.

I balli di corte erano interpretati, da aristocratici nelle sale e nei giardini dei loro palazzi.

E’ proprio nel Rinascimento che nasce la figura del maestro.

Uno dei maestri più famosi dell’epoca fu Guglielmo d’Ebreo da Pesaro, che a metà del Quattrocento nel suo trattato codificava le sei qualità del danzatore:

 

¯     misura (abilità di misurare il tempo),

¯     maniera (coordinamento dei movimenti),

¯     memoria (capacità di ricordare i passi imparati)

¯     “partire” dal terreno (saper misurare le distanze e lo spazio),

¯     “aire” ( il modo di presentarsi sulla scena),

¯     movimento corporeo (modo perfetto di danzare).

 

La prima scuola di ballo fu fondata a Milano nel 1545.

Nel momento in cui Luigi XIV salì al trono di Francia il balletto fu molto valorizzato. Sapevate che fu soprannominato “Re Sole” proprio perché partecipava agli spettacoli utilizzando le figure del Sole?

Il sovrano fondò, nel 1661, L’Académie Royale de la Danse e nel 1672, la Scuola nazionale di Danza. Fu il primo direttore dell’Académie, Charles Louis Beauchamps, a codificare le cinque posizioni dei piedi e l’uso dell’ en dehors che è la base della danza classica.

Fu un momento importante perché nacque la distinzione tra danzatori professionisti e amatoriali.

Con i primi ballerini professionisti, la danza si spostò dalle corti ai teatri pubblici.

Nel 1681 andò in scena “Il Trionfo dell’Amore”, il primo balletto a cui parteciparono ballerine professioniste, dovete sapere che, fino ad allora, i ruoli femminili erano sempre interpretati da uomini. E’ una data storica per il balletto perché ciò implica una gran trasformazione nell’esecuzione dei passi.

Le rappresentazione pubbliche erano sempre più frequenti, anche i nobili iniziarono ad andare a teatro come semplici spettatori.  

Nel 1700 si sentì il bisogno di abbinare alla coreografia una storia che gli spettatori potessero seguire.

In quel tempo il maestro di danza Raoul Auger Feuillet pubblicò due saggi, Choréographie (Coreografia) e l’Art de décrire la Danse (L’Arte di descrivere la Danza), in cui spiegava le cinque le posizioni di base e molti passi, tra i quali il pliè, il glissé, la cabriole, propendo un sistema per scrivere le coreografie.

Nel 1760 Jean Georges Noverare pubblicò il trattato “Lettere sulla danza”, nel quale rilevò il forte legame fra danza, musica e scenografia; criticò l’uso dei costumi scomodi e delle calzature con tacco alto talvolta a spillo.

Nel 1800 il Romanticismo cerca di recuperare le emozioni, di dar loro più importanza.

Avviene una gran diffusione della danza, questo soprattutto in Russia, dove le ballerine erano adorate come fossero dee.

Una figura di grande importanza fu il ballerino, insegnante di danza e coreografo Carlo Blasis. Nel suo Trattato sull’arte della danza, infatti, diede le fondamenta ad un vero e proprio “metodo” della danza (a lui dobbiamo, tra l’altro, l’invenzione della posa dell’attitude ispirata all’atteggiamento della statua di Mercurio dello scultore Giambologna).

Anche il trattato di Blasis parlava dell’importanza dell’unione delle arti nella danza.

Nell’Ottocento il balletto assorbe l’atmosfera romantica del periodo: le storie danzate narrano di amori infelici e malinconici.

La ballerina indossa un tutù bianco e calza scarpette con punte rinforzate: anche lei è una creatura romantica e soprannaturale. 

Il primo balletto romantico, la Sylphide, rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi, il 12 marzo 1832 fu interpretato da Anna Maria Taglioni che peraltro fu la prima ballerina che eseguì un balletto completamente sulle punte e si racconta che fu lei stessa a completare il perfezionamento delle scarpette da punta. Un altro importante balletto fu Giselle interpretato all’Opéra di Parigi il 28 giugno del 1841.

Tra le stelle della danza del periodo ricordiamo Carlotta Grisi, Fanny Cerrito, Fanny Elsser e Lucile Grahn.

Verso la fine dell’Ottocento il balletto si sviluppa nelle forme del cosiddetto balletto classico, termine molto usato ma che in realtà indica soltanto un gruppo ristretto di balletti prodotti in Russia, ossia Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bayadère e la Bella Addormentata.                                                                                                                            

Lo straordinario coreografo che passa alla storia per essere l’inventore di tutti questi balletti fu Marius Ivanovich Petipa.

A questo punto la tecnica della danza si è molto evoluta, permettendo alle ballerine di danzare sulle punte con sempre più grazia e leggerezza.

Nel frattempo il tutù si è accorciato ed è diventato sempre più comodo.

Alla fine dell’Ottocento ci fu un lento declino, dovuto alla mancanza di grandi ballerine e al disinteressi dei musicisti seri. Il secolo terminò con l’irruenza di Isadora Duncan la quale pose le basi della danza moderna dando a quest’arte un nuovo slancio.

Ai primi del Novecento mentre all’Opéra di Parigi il balletto sembra scomparso, a Est la nuova metà degli artisti della danza è la città di San Pietroburgo.

E’ anche grazie a un grande impresario scopritore di talenti della storia, Sergej Diaghiliev, che la danza risorge.

Il suo gusto artistico, unito all’amore per la danza, gli consente di riunire e dirigere artisti di grande talento: coreografi, maestri, musicisti, ballerini, compositori, pittori, scenografi lavorano così fianco a fianco e realizzano grandi spettacoli teatrali.

Diaghilev riuscì a far conoscere in tutta Europa e in America i suoi Ballets Russes e il suo nuovo modo di fare spettacolo.

Tra questi artisti dobbiamo riconoscere il genio di Mikhail Fokine, il quale rinnovò la struttura del balletto classico. Fokine sosteneva che il balletto classico fosse diventato tecnico e che l’interpretazione e la musica dovessero avere un ruolo più importante nella coreografia.

Inoltre rivalutò il ruolo dei ballerini che era stato a lungo trascurato.

Fra i suoi capolavori ricordiamo Petrouschka e le Spectre della rose.

Negli anni seguenti e durante tutto il ventesimo secolo, la danza moderna si è molto sviluppata e sono nate tantissime correnti.

La danza cosiddetta moderna propone nuovi movimenti come per esempio accade nella tecnica di Martha Graham basata sui principi delle contrazioni addominali.

La danza moderna, non si basa più sull’osservazione rigida delle tecniche della danza classica.

Ed è proprio per questo che i coreografi di oggi sono sempre più liberi di prendere spunti da diversi generi e stili e di creare, così, movimenti sempre nuovi.

 

http://www.cheriedance.it/Corsi/CenniStorici/Corsi1.html

 

FEDERICA PELLEGRINI: BRONZO A DUBAI

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Leggo.it

Venerdì 17 Dicembre 2010  

PELLEGRINI, BRONZO A DUBAI

NEI 400 STILE

 

 
  
 

Nè l’oro, nè l’argento, ma solo un bronzo che vale abbastanza per scacciare i vecchi fantasmi che aleggiavano sui 400 stile libero. Per Federica Pellegrini se non è gloria a tutto tondo, è pur sempre la fine di un incubo il terzo gradino del podio conquistato ai Mondiali in vasca corta a Dubai, su una distanza diventata fino a ieri maledetta per la campionessa olimpionica inciampata in crisi d’ansia e malumori. Nella terza giornata de campionati di nuoto in svolgimento all’ ‘Hamdan bin Mohammed bin Rashid Sports Complex’ di Dubai la Pellegrini ha bissato la medaglia di Shanghai 2006 e portato il primato personale dal 3’59«96 al 3’59»52 (58«46, 1’59»70, 3’00«54). La 22enne veneziana di Spinea ha chiuso alle spalle della statunitense Kathrine Hoff, che stabilisce il record dei campionati in 3’57»07 (58«03, 1’58»57, 2’58«28), e dell’australiana Kylie Palmer, seconda in 3’58»39 (58«04, 1’58»41, 2’58«72). Salvo il primato italiano di Alessia Filippi, che in 3’59»35 (58«92, 1’59»40, 2’59«66) conquistò il bronzo agli europei »gommati« di Rijeka 2008. Per il nuoto italiano si tratta della 26esima medaglia ai mondiali in corta; per Federica Pellegrini della terza e della 23esima in manifestazioni internazionali, oltre a undici record mondiali. Chapeau. Decisivi, per il podio della Pellegrini, gli ultimi cento metri che ha nuotato in 30»47 e 29«82, ben 73/100 in meno della statunitense Chloe Sutton, quarta in 4’00»05 (58«41, 1’59»27, 3’00«54). Un buon risultato considerato che, sin dalla vigilia, l’olimpionica ha definito »i mondiali in vasca corta come tappa di passaggio verso Shanghai 2011« e la vasca corta »poco affine« alle sue caratteristiche. Non riescono a compiere l’impresa, ma confermano la loro crescita, Marco Orsi e Luca Dotto nella finale dei 50 stile libero. Orsi registra il più veloce stacco dai blocchi dei finalisti e chiude al quinto posto in 21» netti, limando altri dieci centesimi al primato personale già stabilito per il secondo tempo delle semifinali; Dotto è ottavo in 21«37, in linea col 21»25 d’ingresso. Un’ulteriore conferma dai ventenni azzurri, futuro della velocità, che hanno continuano a migliorarsi dalle medaglie degli euroindoor di Eindhoven e portato per la prima volta l’Italia a partecipare con due atleti alla finale dei 50 stile libero. Podio sotto i 21«, con l’olimpionico Cesar Filho Cielo che domina in 20»51 col record dei campionati, seguito dal vice campione del mondo, il francese Frederick Bousquet, secondo in 20«81, e dal tedesco Josh Schneider, terzo in 20»88. Fuori dal podio il campione europeo in corta Steffen Deibler, quarto in 20«97, e l’olimpionico dei 100, il francese Alain Bernard, sesto in 21»20.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=97092

agosto 14, 2010

Europei di nuoto, 2 ori all’Italia

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rainews24.rai.it

14 08 2010

Pioggia d’oro per l’Italia

Europei di nuoto, 2 ori all’Italia

L’Italia chiude la penultima giornata degli Europei di nuoto con due medaglie d’oro. La prima, quella di Federica Pellegrini nei 200 stile libero, è una conferma. La seconda, con Fabio Scozzoli nei 50 rana, è una deliziosa sorpresa. La campionessa veneta, 22 anni, ha conquistato il titolo continentale nella disciplina in cui ha primeggiato sia a livello olimpico che mondiale con tanto di record. A Budapest è salita sul gradino più alto del podio con il record dei campionati.

Dopo la Pellegrini l’Italia torna nuovamente sul gradino più alto del podio con Fabio Scozzoli. L’emiliano si laurea campione europeo nei 50 rana con il tempo di 27″38 dopo aver centrato anche il bronzo nei 100 nei giorni scorsi. Il 22enne succede a Terrin, che nel 2006 aveva vinto qui ex aequo con l`ucraino Lisogor.

http://www.rainews24.rai.it/it/foto-gallery.php?galleryid=144076

agosto 12, 2010

Europei, bronzo Pellegrini negli 800

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12/8/2010 (17:6) – EUROPEI DI BUDAPEST

Europei, bronzo Pellegrini negli 800
Terzo posto per soli 5″. Oro alla danese Friis, Etienne seconda
L’azzurra: «Una sfida vinta»
BUDAPEST
Federica Pellegrini ha conquistato la medaglia di bronzo nella gara degli 800 stile libero agli Europei di Budapest.

L’azzurra ha chiuso in 8’24″99 nella gara vinta dalla danese Lotte Friis (8’23″27) davanti alla francese Ophelie Cyrielle Etienne (8’24″00).

La veronese ha virato al secondo posto dopo i primi 100 metri, nella scia della Friis, l’unica ad archiviare le due vasche iniziali in meno di un minuto. L’azzurra è passata al quarto posto ai 200 metri (2’03″62) ed è scesa al quinto dopo 6 vasche (3’07″27), a circa 0″8 dalla capofila.

A metà gara, la Pellegrini ha agganciato in quarta posizione la britannica Rebecca Adlington. La Friis ha allungato ulteriormente ai 500 metri ipotecando l’oro e lasciando alla concorrenza la lotta per le altre medaglie. La Pellegrini ha aumentato progressivamente il ritmo e nelle ultime due vasche ha recuperato fino ad arpionare il bronzo, soffiato per soli 5 centesimi all’irlandese Grainne Murphy.

Federica Pellegrini è raggiante dopo la medaglia di bronzo vinta negli 800 stile libero agli Europei di Budapest: «Sono molto contenta». L’azzurra ha conquistato il gradino più basso del podio in una gara appena inserita nel suo programma. «Devo dire la verità, pensavo che gli 800 potessero venirmi molto più facilmente. Non credevo di trovare tante difficoltà, quindi questo risultato è una grandissima soddisfazione. È una nuova sfida: ho detto che non avevo pressione, ma in realtà un pò ce n’è sempre», dice la Pellegrini. «Ad un certo punto mi si è riempito d’acqua l’occhialino sinistro. Seguivo la Adlington, cercavo di fare la mia gara. Volevo tenere nella prima metà e aumentare nella seconda. Negli ultimi 100 metri ho dato tutto», aggiunge.

 

agosto 10, 2010

EUROPEI NUOTO: MEDAGLIA D’ORO A TANIA CAGNOTTO

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10-08-2010

 

EUROPEI NUOTO: MEDAGLIA D’ORO A TANIA CAGNOTTO

Tania senza sbavature
Scozzoli bronzo

Altra giornata storica per i colori italiani. A illuminare l’europeo ci pensano i tuffi con la Cagnotto. Poi nei 100 rana bronzo italiano, prima medaglia del nuoto. Avanti Maglia nei 200 stile libero maschile e Guzzetti nei 100 rana. Su tutti svetta il francese Lacourt

Qualificazioni del mattino
Tre buone notizie
dalle qualificazioni del mattino: Marco Belotti (1.49.74) e Gianluca Maglia (1.49.06) accedono alle semifinali nei 200 stile libero. Fuori Emiliano Brembilla e Damiano Lestingi. Nei 100 rana – sempre semifinali – Chiara Boggiatto e Michela Guzzetti si sono qualificate. In batteria, le due azzurre hanno nuotato in 1’09”25 e 1’09”43. Senza problemi l’accesso in finale dei 1500 maschili di Samuel Pizzetti e Federico Colbertaldo. Pizzetti ha chiuso la batteria con il miglior tempo di 15’03”32, mentre Colbertaldo accede alla finale con 15’08”83.

Chiara Masini Luccetti ed Erika Ferraioli non si sono qualificate per le semifinali dei 100 sl agli Europei di Budapest. La Masini Luccetti ha ottenuto il 21° posto al termine delle batterie nuotando in 56”21 mentre la Ferraioli ha nuotato in 56”57 facendo segnare il 29° tempo totale. Fuori dalle semifinali i nostri Luca Angelo Dioli e Federico Turrini . Dioli ha ottenuto il 24° tempo complessivo delle batterie
in 2’04″29, mentre Turrini ha concluso 27° con il tempo 2’04″93.

Per oggi le notizie di casa nostra si fermano qui e fanno accennare a un leggero sorriso, leggero e accennato, dopo l’esordio azzurro di ieri decisamente da dimenticare.

Oggi partono i tuffi con finale 1 metro femminile. Cagnotto e Marconi senza problemi in qualificazione. Prova pomeridiana decisiva per Fabio Scozzoli nella finale 100 rana maschile. Una finale importante per il giovane azzurro che si presenta con un buon tempo di qualificazione (1.00.56).

Pomeriggio
Trampolino 1 metro – CAGNOTTO ORO!
E‘ stata una partita a due tra Tania Cagnotto e Anna Lindberg con la terza incomoda Pozdnyakova ma alla fine ce l’ha fatta. Tania si presenta a Budapest e prende subito un oro che segna la differenza abissale tra l’italiana e il resto del mondo (o meglio dell’europa). Peccato per Maria Marconi che non è riuscita a trovare la concentrazione giusta per agganciare la medaglia.

La Cagnotto e’ stata protagonista di una prova senza sbavature. Ha esordito ottenendo 61,20 punti nel primo round e issandosi subito al comando della gara. Con il successivo 58,50 ha conservato il primato anche dopo il secondo turno grazie al complessivo 119,70.
 La svedese Lindberg si deve accontentare dell’argento. Bronzo alla russa Pzdnyakova che non riesce a intaccare la blindatura della Cagnotto ma scalza dal podio la Marconi che rimane ai piedi della zona medaglia.

Decisiva per la Cagnotto la seconda serie di tuffi dove ha allungato di ben 7 lunghezze rispetto alla svedese Lindberg mettendo in cassaforte la medaglia. Decima medaglia europea per Tania, la sesta d’oro.La Cagnotto ha ottenuto un eccellente 62,40 e con il totale di 237,30 ha allungato ulteriormente, preparandosi ad affrontare l’ultima rotazione con un margine di 7 punti sull’immediata inseguitrice. L’azzurra ha chiuso con 62,40 e un preziosissimo score di 299,70 Il suo punteggio, sotto i 300, è tra i migliori si sempre. A lei sono mancati 8 punti per andare a ripetere il miracolo di Bergamo.

L’Italia ritorna sul podio e lo fa con una limpida e poderosa impresa delle azzurre dei tuffi. Dal 2000 di Helsinki al 2010 di Budapest dieci anni che incoronano un percorso sempre in ascesa di Cagnotto. Adesso lei pensa ai 3 metri, altezza più congeniale alla fresca medagliata. Un buon viatico per gustare a brevissimo altri successi azzurri.

Trampolino 1 metro – Podio
1 Cagnotto Tania ITA 1985 299.70
2 Lindberg Anna SWE 1981 293.70 +6.00
3 Pozdnyakova Anastasia RUS 1985 282.65 +17.05

Nuoto – Finali pomeriggio – SCOZZOLI BRONZO NEI 100 RANA
E i ragazzi del nuoto
non potevano aspettare e si sono dati da fare. Nella finale dove c’era l’unico azzurro in competizione per medaglia oggi Fabio Scozzoli che aveva da dividere il destino dei 100 metri della rana con campioni del calibro di Dale Oen, oro e record (59.20), e Hugues Duboscq , (1.00.15) argento per lui.

Sembrava tutto perso e invece Scozzoli non ha mollato e su ogni passaggio si è migliorato rosicchiando decimi, quelli decisivi per salire sul terzo posto della finale europea (1.00.41). In totale – compresi nuoto di fondo e sincro – per la spedizione italiana si tratta della decima medaglia, la seconda della giornata dopo l’oro di Tania Cagnotto nei tuffi dal trampolino da un metro.

La seconda giornata vede anche Michela Guzzetti sugli scudi che ha ottenuto la qualificazione per la finale dei 100 metri rana femminile. L’azzurra ha ottenuto il settimo tempo complessivo di semifinale in 1’08″69. Niente da fare invece per Chiara Boggiatto che con il tempo di 1’08″84 e’ finita nona.

Da sottolineare anche il colpo di Gianluca Maglia che si e’ qualificato per la finale dei 200 metri stile libero. L’azzurro ha fermato il cronometro a 1’48″68 nella seconda semifinale. Niente da fare, invece, per Marco Belotti, che non e’ andato oltre l’1’49″46.

Insieme al record di Dale Oen c’è anche quello bello e incredibile di Camille Lacourt nei 100 dorso maschili che, con il tempo di 52″11 ha preceduto sul podio Jeremy Travius (52″44) e Liam Tancock (53″86), oltre all’oro ha macinato anche il terzo record nel giro di 2 giorni di gara.

A masticare oro anche lo spagnolo Rafael Munoz ha vinto la medaglia d’oro nei 50 farfalla. L’iberico ha trionfato in finale con il tempo di 23”17 precedendo il francese Frederic Bousquet (23”41) e il russo Evgeny Korotyshkin (23”43). Stessa sorte è toccata a Theresa Alshammar oro nei 50 metri rana. La svedese, con il tempo di 25″63 ha preceduto la danese Janette Ottesen (25″69), argento e la francese Melanie Henique (26″09), bronzo.

In chiusura di giornata
c’è da registrare l’impresa di Elisabeth Simmonds che ha vinto la medaglia d’oro nei 200 metri dorso. La britannica, con il tempo di 2’07″04 ha preceduto sul podio la connazionale Gemma Spofforth e la spagnola Duane Marce Da Rocha.

200 dorso femminile
SIMMONDS Elizabeth (GBR) 2.07.04
SPOFFORTH Gemma (GBR) 2.08.25
DA ROCHA MARCHE Douane 2.10.46

100 rana maschile
DALE OEN Alexander (NOR) 59.20 CR
DUBOSCQ Hugues (FRA) 1.00.15
SCOZZOLI Fabio (ITA) 1.00.41

50 farfalla femminile
ALSHAMMAR Therese (SVE) 25.63
OTTESEN Jeannette (DAN) 25.69
HENIQUE Melaine (FRA) 26.09


100 dorso maschile

LACOURT Camille (FRA) 52.11
STRAVIUS Jeremy (FRA) 53.44
TANCOCK Liam (GBR) 53.86

50 farfalla maschile
MUNOZ PEREZ Rafael (SPA) 23.17
BOUSQUET Frederick (FRA) 23.41
KOROTYSHKIN Evgeny (RUS) 23.43

Pietro Plastina

 
http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-4760a038-8807-47e9-a439-c1832bdf44d0.html
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