Rudolf Hametovic Nureyev, il ballerino che ha incantato il pubblico di tutti i teatri del mondo, nasce il 17 marzo 1938 su un treno in una regione del lago di Baikal durante il viaggio che sua madre aveva intrapreso per raggiungere il marito che si era trasferito a Vladivostock per motivi di lavoro. Nel 1941 la famiglia si trasferisce ad Ufa e qui Rudolf nel 1945 inizia a studiare danza folkloristica e musica. A 11 anni comincia a prendere lezioni di danza classica con un anziana insegnante, la signora Udeltsova, che aveva fatto parte dei Ballets Russes, ed a 15 anni inizia la sua esperienza di palcoscenico con il Balletto di Ufa.
Nel 1955 entra a far parte della scuola di ballo del Teatro Kirov di S. Pietroburgo dove studia con A. Pushkin e, tre anni dopo, viene ammesso in compagnia diventando subito protagonista e grande interprete dei ruoli principali del repertorio classico insieme a ballerine famose come Natalia Dudinskaya, Irina Kolpakova, Alla Sizova.
Il 17 giugno 1961, al termine della tournée del Kirov a Parigi, dove era appena stata rappresentata La Bella Addormentata, chiede asilo politico alla Francia mentre si trova all’aeroporto di Le Bourget, cominciando così la sua carriera in Occidente. Dopo essersi esibito con la compagnia del Marchese de Cuevas (La Bella Addormentata) soltanto dopo pochi giorni (23 giugno), danza con il Balletto Reale La Sylphide e L’Infiorata a Genzano di Bournoville approdando successivamente a Londra dove diviene “principal guest artist” del Royal Ballet formando con Margot Fonteyn una leggendaria coppia. Sempre nel 1962 debutta negli Stati Uniti con il Chicago Opera Ballet.
Oltre a ballare in tutto il mondo i ruoli più importanti sia del balletto classico che quelli del repertorio moderno, i più famosi coreografi creano per lui nuovi ruoli: Sir Frederic Ashton (Margherita ed Armand 1963), Kenneth MacMillan (Romeo e Giulietta 1964), Roland Petit (Paradis perdu 1967, L’estasi 1968, Pelleas Melisande 1969), Martha Graham (Lucifer 1975), Rudy Van Danzig (The Ropes of Time 1970, Blown in a Gentle Wind 1975, Ulysses 1979), Maurice Béjart (Chant du compagnon errant 1971), John Tetkey (Tristan 1974), George Balanchine (Le bourgeois gentilhomme 1979), Pierre Lacotte (Marco Spada 1981) .
Grande è anche la sua attività di coreografo. Nel 1963 cura per la tournée al Festival dei due Mondi di Spoleto del Royal Ballet la ripresa coreografica di Raymonda e monta, sempre per il Royal Ballet, la sua prima coreografia per La Bayadère. E’ del 1964 la sua versione del Lago dei Cigni (Vienna) mentre nel 1966 coreografa il Tancredi di Henze per il Balletto dell’Opera di Vienna e, nello stesso anno, mette in scena la sua Bella Addormentata per la Scala nonchè una nuova versione del Don Chisciotte a Vienna. Nel 1967 mette in scena il suo Schiaccianoci per il Balletto Reale Svedese e nel 1977 una nuova coreografia per Romeo e Giulietta con il London Festival Ballet . Nel 1979 crea la coreografia di Manfred per l’Opéra di Parigi, nel 1983 The Tempest per il Royal Ballet, nel 1986 La Cenerentola e nel 1992 la sua finale versione della Bayadère per l’Opéra di Parigi.
Intensa anche la sua attività televisiva e la sua partecipazione a film: l’autobiografico I am a dancer (1972) e Valentino di Ken Russell (1977).
Nel corso della sua prestigiosa carriera riceve numerosi premi ed onorificenze: Dance Magazine Award a New York (1973), Prix Marius Petipa a Parigi (1974), Medaille de Vermeil della città di Parigi (1978), Queen Elisabeth II Coronation Award della Royal Academy of Dancing di Londra (1984), Capezio Dance Award 1987, Cavaliere della Légion d’Honneur di Francia (1988), Commandeur de L’Ordre des Arts et des Lettres di Francia (1991) e per lui, alla fine degli anni ’70, nasce un Comitato con sede a New York e a Londra con lo scopo di promuovere petizioni atte a sollecitare le autorità sovietiche di consentire alla sua famiglia rimasta in URSS di ricongiungersi. Nel frattempo nel 1982 diventa cittadino austriaco e nel 1983 Direttore del Ballo dell’Opéra di Parigi: incarico che ricoprirà sino al 1987.
Nel 1989, infine, la Russia gli riapre le porte ed egli può danzare al Kirov La Sylphide. Negli ultimi anni della sua vita debutta anche come direttore d’orchestra esibendosi a Vienna, Atene e Budapest e interpreta il Re del Siam nel musical The King and I negli Stati Uniti. Malato da tempo di Aids, il grande ballerino si spegne presso un ospedale parigino il 6 gennaio 1993 dopo uno straziante e patetico congedo dal suo pubblico avvenuto l’8 ottobre 1992 che lo acclama all’Opéra de Paris per la messa in scena della Bayadére: ultimo suo lavoro di coreografo.
Rudolf Nureyev rimane e rimarrà per sempre il mito della danza e l’emblema di un artista dalla straordinaria personalità e dal grande virtuosismo: danzatore bello, ardente, espressivo e carismatico, carico di magnetismo personale e capace di incantare il pubblico di tutto il mondo.





