Settembre 20, 2008
GINNASTICA RITMICA DA WIKIPEDIA
GINNASTICA RITMICA DA WIKIPEDIA
La ginnastica ritmica si sviluppò nel XIX secolo dagli stili ginnici tedesco e svedese. Il primo campionato del mondo ebbe luogo nel 1963 a Budapest, Ungheria, limitatamente alle prove individuali; le prove di gruppo vennero aggiunte nel 1967 in occasione del campionato di Copenhagen, Danimarca.
La ginnastica ritmica entrò nel programma dei Giochi olimpici estivi nel 1984 (Olimpiadi di Los Angeles). Anche in questo caso si trattò inizialmente solo di prove individuali; la gara di gruppo venne inserita solo nel 1996 (Olimpiadi di Atlanta, USA).
Caratteristiche
Similmente ad altri sport (come ginnastica artistica, pattinaggio artistico, tuffi), la competizione avviene per valutazione di una o pù esecuzioni che avvengono in sequenza. Una giuria assegna un punteggio a ciascuna esecuzione, a partire dal quale viene stilata la classifica finale.
L’esercizio può essere effettuato individualmente, in coppia, oppure in squadra composta da 4 a 6 ginnaste. Nelle prove di squadra e di coppia le atlete possono usare tutte lo stesso attrezzo, oppure due diversi.
Gli attrezzi utilizzati sono cinque: fune, cerchio, palla, clavette e nastro. Nelle competizioni minori, in genere organizzate da enti di promozione sportiva, e nelle competizioni FGI categoria allieve (fino ai 12 anni) è prevista la competizione a corpo libero (senza attrezzi), per mettere in risalto l’acquisizione corretta delle difficoltà.
L’esecuzione deve durare fra 1 minuto e 30 e 2 minuti e 30. A seconda delle categorie, si possono avere variazioni sia nelle durate, sia nel calcolo del punteggio finale.
Ogni esercizio deve essere accompagnato da musica, che è parte integrante della esecuzione stessa. Sono ammesse solo musiche strumentali o nelle quali la voce non ha un ruolo solista o non è pronunciato un testo.
Valutazione delle prove
La competizione avviene attraverso prove a punteggio, il quale è assegnato da una giuria. Il punteggio è dato da 3 variabili:
- Valore Tecnico (D);
- Valore Artistico (A);
- Esecuzione (E).
Ognuna di queste variabili può raggiungere un massimo di 10 punti. Ogni componente della giuria valuta una sola fra le tre variabili. Il punteggio è dato dalla somma tra l’esecuzione e la media tra i valori artistico e tecnico, come riassunto nella formula seguente: ((D+A)/2)+E. Di conseguenza, il massimo raggiungibile è 20 punti.
Per l’assegnazione del valore D vengono valutate le difficoltà, cioè una serie di specifici elementi tecnici: salti, equilibri (eseguiti su un avampiede o su un ginocchio e mantenuti per 3 secondi), pivot (giri su un avampiede, gamba libera in vari atteggiamenti, gamba di terra tesa o flessa), souplesse (elementi di scioltezza). Tutte le difficoltà sono codificate e vengono aggiornate periodicamente. Per essere valide, esse devono essere eseguite in relazione ad un movimento d’attrezzo.
Ogni ginnasta deve presentare alla giuria una fiche, nella quale vengono segnalate attraverso un codice grafico prestabilito le difficoltà che la ginnasta dovrà eseguire, che concorreranno al calcolo del D, specificandone l’esatta successione. Se per un qualsiasi motivo la ginnasta non esegue la difficoltà, viene penalizzata anche per l’errata successione in fiche. Se invece la ginnasta non esegue la difficoltà in maniera corretta, la difficoltà non viene considerata; tuttavia non c’è penalizzazione di fiche. Il numero delle difficoltà dichiarabili è fissata in base all’età e al tipo di competizione. Ogni attrezzo richiede una maggioranza di un gruppo corporeo rispetto agli altri:
- fune: salti;
- palla: souplesse;
- cerchio: equa distribuzione;
- clavette: equilibrii;
- nastro: pivot.
Al valore artistico A concorrono: la musica, di cui viene valutata la scelta, che deve presentare varietà; la coerenza stilistica dell’esercizio rispetto al tema musicale; l’esecuzione a tempo con la musica; la composizione di base, cioè il modo in cui la ginnasta si muove in pedana (si dovrebbe occupare tutto lo spazio disponibile); la varietà di maneggio d’attrezzo; la varietà della scelta degli elementi corporei; la varietà delle difficoltà; l’equilibrata distribuzione delle difficoltà nell’esercizio; i cap e le maestrie, ovvero coordinazioni tra corpo attrezzo che presentano particolare difficoltà (per esempio, maneggi senza l’aiuto delle mani); grandi lanci con elementi di rotazione o ribaltamento e riprese varie.
Tutti questi aspetti sono codificati, e differiscono da attrezzo ad attrezzo per quanto riguarda i cap, mentre sono comuni a tutti gli attrezzi per le maestrie.
Per ottenere il valore E di esecuzione, infine, viene valutato appunto il grado di correttezza con cui la ginnasta esegue l’esercizio: si parte dai 10 punti, e ad ogni errore (fallo) di corpo o d’attrezzo viene scalata una certa penalità.
Il codice di punteggio (vedi) viene aggiornato alla fine di ogni quadriennio olimpico; l’ultimo è valido per gli anni 2005-2009. Ogni anno vengono apportati piccoli correttivi. È recuperabile sul sito delle federazione ginnastica d’Italia, a cui punta il link precedente.
Eventi e competizioni [modifica]
I principali eventi di questo sport sono i Giochi olimpici, i Campionati del mondo e il campionato europeo.
Molti tornei sono interessanti e di rilievo come il Torneo Corbeil-Essonnes, il torneo Cariprato, l’Incontro Internazionale di Thiais, la Deriugina Cup.
A livello nazionale esistono attualmente 3 campionati di federazione, ripartiti in base al livello tecnico: la serie C, la serie B e la serie A; in più, svarianti enti di promozione sportiva (PGS, MSP, AICS, CSI, UISP, FEDERCLUBS…) organizzano campionati e tornei.
Oltre alle gare, normalmente le società organizzano saggi periodici che spesso si tengono nelle palestre in cui si esercitano le ginnaste.
Esistono svariate categorie distinte per età e obiettivi agonistici. Le categorie sono determinate da FGI ed EPS; ogni categoria ha obiettivi adatti all’età. Le ginnaste tipicamente iniziano ad allenarsi in età molto giovane (l’attività inizia normalmente a quattro o cinque anni, anche se alle categorie agonistiche si accede dagli otto anni in su), e di solito raggiungono il vertice delle prestazioni attorno ai vent’anni.
Attualmente, la ginnastica ritmica è uno sport esclusivamente femminile. Esiste tuttavia un movimento per la creazione ufficiale di una ginnastica ritmica maschile. La ginnastica ritmica maschile è già popolare in Giappone.
L’Italia nella ginnastica ritmica
La squadra nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica ha conquistato la medaglia d’oro nella prova con 3 cerchi e 2 clavette al campionato mondiale di Baku, Azerbaigian del 2005, oltre a due medaglie d’argento nel completo e nei 5 nastri. Il risultato giunse 30 anni dopo l’altro oro conquistato nel concorso generale a squadre a Madrid; occorre tuttavia ricordare che in quell’occasione i paesi dell’Est, da sempre eccellenti nelle discipline della Ginnastica, erano assenti per motivi politici.
Anche ai campionati europei di Torino nel 2008 la squadra nazionale mostra il livello raggiunto dalla scuola italiana, conquistando l’oro alle 5 funi e l’argento, di misura dietro la Russia, ai cerchi e clavette, regalando esecuzioni di tutto rispetto.
In precedenza, la squadra italiana aveva vinto un bronzo nel generale nel 1971 a L’Avana e un argento nei 6 nastri e un bronzo nel 3 funi e 3 palle nel 1992 a Bruxelles. Alle Olimpiadi del 2004 ad Atene ha fatto suo l’argento nel concorso completo, mentre agli europei si è aggiudicata due argenti nel 2006 a Mosca, nel completo e nel 3 cerchi e due clavette, e 5 bronzi, vinti rispettivamente nel 3 cerchi e 3 nastri nel 1988 a Helsinki, nel 12 clavette nel 1990 a Goteborg, nel concorso generale e nel 2 palle e 3 cerchi nel 2003 a Riesa, e ai 5 nastri a nel 2006 a Mosca. A livello individuale, va necessariamente ricordata l’eccellente prova alle clavette della ginnasta Samantha Ferrari (Muggiò, 1973), che conquistò una medaglia di bronzo ai Mondiali di Sarajevo (1991).

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